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STEROL STOP 30cpr - Erba Vita

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Introduzione Veloce

Benessere cardiovascolare
Con Olivocomplex e Cassia nomame
Per il metabolismo di trigliceridi e colesterolo
A base di riso rosso fermentato, Berberis, Cardo Maariano, Vitamina E e Policosanoli

Descrizione Prodotto


Sterol stop
Sterol stop 30 compresse Erba Vita


Integratore alimentare caratterizzato dalla presenza di piante officinali appositamente selezionate, vitamine e fattori nutrizionali specifici. Quando serve?
La sua formula bilanciata, in grado di soddisfare le richieste nutrizionali in caso di ridotto apporto o aumentato fabbisogno vitaminico, contiene l’estratto di Olivo, utile per favorire il metabolismo dei lipidi e la normale circolazione del sangue. Può essere assunto anche per periodi prolungati, nell’ambito di un adeguato stile di vita e di un’alimentazione corretta e bilanciata.

  

Perchè usarlo?
La presenza di Cassia nomame coadiuva il metabolismo dei trigliceridi e del colesterolo, mentre il Berberis sostiene la regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare.
La Vitamina E e gli estratti di Olivo e Cardo mariano promuovono una fisiologica azione antiossidante, favorente la protezione delle cellule dagli effetti causati dai radicali liberi. Modo d'uso:
si consiglia di assumere 1 compressa al giorno con acqua, preferibilmente la sera dopo il pasto principale. Ingredienti:
Olivcomplex®, Riso rosso fermentato da Monascus purpureus al 3% in monacolina K, estratti secchi di: Berberis al 97% in berberina, Cardo mariano all’80% in silimarina, Cassia nomame all’8% in catechine totali; Policosanoli da Riso al 60% in octaconasolo, Vitamina E ed Acido folico.

 

   

 

 

 

AIC 925518577

    

INFORMAZIONI AL CONSUMATORE

Che cos’è la Sindrome Metabolica.
La Sindrome Metabolica (detta anche sindrome X, sindrome da insulino-resistenza o sindrome di Reaven) dipende da una serie di squilibri biochimici del nostro organismo, che comportano:
• un aumento degli zuccheri nel sangue;
• un aumento dei trigliceridi nel sangue;
• una diminuzione del colesterolo HDL nel sangue - il cosiddetto colesterolo “buono”;
• un aumento del colesterolo LDL - il cosiddetto colesterolo “cattivo”;
• una maggior presenza di grasso addominale (detto anche grasso viscerale).
Queste variazioni biochimiche rappresentano i cosiddetti fattori di rischio della Sindrome Metabolica e possono determinare un aumento del rischio cardiovascolare.

La diffusione della Sindrome Metabolica.
In base ai dati del National Cholesterol Education Program (NCEP), la diffusione della Sindrome Metabolica nel mondo occidentale è molto elevata: si calcola che interessi una buona parte della popolazione adulta nei paesi industrializzati. Secondo gli approfondimenti ed i criteri del documento da loro stilato (*NCEP- ATPIII), la Sindrome Metabolica interessa il 24-25% degli uomini e il 18-27% delle donne.
*Third Report of the National Cholesterol Education Program (NCEP) Expert Panel on Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Cholesterol in Adults (Adult Treatment Panel III).

DESCRIZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO DELLA SINDROME METABOLICA.
Insulino-resistenza e aumento degli zuccheri nel sangue.
L’insulino-resistenza si ha quando le cellule dell’organismo diventano meno sensibili all’azione dell’insulina. L’insulina è un importante ormone prodotto dal pancreas - esattamente da speciali componenti del pancreas, chiamate cellule β - ed ha il compito di facilitare l’assorbimento del glucosio presente nel sangue. Il glucosio, non potendo essere completamente assorbito nelle cellule, si trattiene in circolo innescando il bisogno fisiologico di produzione di ulteriore insulina. La produzione di una quantità extra di insulina indebolisce le cellule β del pancreas. Quando il pancreas non è più in grado di produrre un adeguato quantitativo di insulina, si può diventare iperglicemici (aumenta, quindi, il quantitativo di zuccheri nel sangue) e alcuni individui predisposti possono sviluppare nel tempo anche il Diabete di tipo 2.

Accumulo di grasso addominale.
L’importanza dell’accumulo di grasso nella zona addominale, per determinare la Sindrome Metabolica, nasce da una semplice osservazione: tutti i fattori di rischio della Sindrome Metabolica solo raramente sono associati fra loro in soggetti non in sovrappeso, mentre lo sono normalmente in soggetti in forte sovrappeso, soprattutto con una localizzazione del grasso nella fascia addominale.

Aumento dei grassi nel sangue (dislipidemie).
L’alterazione dei grassi nel sangue è caratterizzata da elevati livelli di trigliceridi nel torrente sanguigno, colesterolo LDL tendente al limite accettabile o alto, bassi livelli di colesterolo HDL. Un valore di colesterolo totale nel sangue (colesterolemia) superiore alla norma non sarebbe, di per sé, preoccupante. Si dovrebbe invece considerare l’indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono HDL, che per un soggetto sano deve essere inferiore a 5 per l’uomo e inferiore a 4,5 per la donna.

Pressione arteriosa.
Nella determinazione in ambulatorio della pressione arteriosa, il medico distingue e misura sia la pressione sistolica (la cosiddetta “massima” che si manifesta durante la fase di contrazione del cuore), sia la pressione diastolica (la cosiddetta “minima” che si ha durante la fase di rilassamento del cuore). La pressione arteriosa può determinare il rischio cardiovascolare. L’aumento della pressione arteriosa incide sul rischio cardiovascolare in associazione con ulteriori fattori di rischio, riconosciuti dalle linee guida internazionali: l’età, il fumo di sigaretta, l’ipercolesterolemia (l’aumento del colesterolo nel sangue), la presenza di diabete o di ridotta tolleranza al glucosio e l’accumulo di grasso addominale.

Nella valutazione del rischio cardiovascolare contano però anche altri fattori come:
• fumo;
• ipertensione;
• sovrappeso;
• sedentarietà;
• stress;
• scarso consumo di frutta e verdura;
• eccesso di alcol.

Lo sai che…
Che cos’è il colesterolo?
Il colesterolo è una molecola lipidica (una sostanza grassa) dotata di funzioni biologiche utili ed importanti. È di colore bianco ed ha una consistenza simile a quella della cera. La parola colesterolo proviene dal greco chole (bile) e stereos (solido). La desinenza del termine (olo) deriva dal fatto che nella sua struttura biochimica è presente anche un gruppo alcolico.

Colesterolo! Amico o nemico?
Il colesterolo non è un pericolo di per sé, anzi è indispensabile per la vita degli animali. L’essere umano produce per biosintesi la maggior parte del colesterolo necessario. Solo una parte viene assunta con l’alimentazione.

Alcune funzioni biologiche del colesterolo.
• È un componente essenziale della membrana di tutte le cellule animali e ha la funzione di aumentare la stabilità meccanica delle cellule (un suo eccesso diminuisce la fluidità della membrana cellulare).
• Regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare.
• Rende possibili crescita e divisione cellulare.
• È la sostanza base per la produzione biologica di ormoni indispensabili per la vita come aldosterone, testosterone ecc.
• Risulta essenziale per lo sviluppo embrionale.
• Il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato in buona parte per produrre bile (che emulsiona i grassi degli alimenti per permettere all’intestino di assorbirli).

Perché il colesterolo nel sangue non deve salire troppo?
Il colesterolo non circola libero nel sangue, ma forma strutture complesse (lipoproteine) legandosi a particolari proteine: • le lipoproteine a bassa densità (LDL) veicolano il colesterolo verso le cellule liberandone la parte in eccesso sulla parete dei vasi arteriosi, costituendo quella che un giorno potrebbe diventare la placca nell’aterosclerosi; • le lipoproteine ad alta densità (HDL) invece, rimuovono il colesterolo dalle arterie e lo riportano al fegato. Avere un valore di colesterolo HDL alto consente di diminuire l’effetto negativo dell’LDL nella formazione delle placche: ecco perché conta più il rapporto HDL/LDL del valore totale di colesterolo.

Che cosa sono i trigliceridi?
I trigliceridi sono una forma di grasso presente nel sangue e rappresentano un’importante fonte di energia per tutto l’organismo. Derivano in parte dal cibo e in parte si formano all’interno dell’organismo. Se i trigliceridi nel sangue sono alti (> di 150 mg/dl) aumenta il rischio cardiovascolare ed è quindi opportuno agire per abbassarne i valori. I trigliceridi possono essere elevati a causa di: una predisposizione ereditaria, una dieta ricca di grassi e di zuccheri semplici, un eccessivo consumo di alcol.

 

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